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    Milano, 24 giugno 2017 - Quarta giornata per il JazzAscona che chiude il suo primo fine settimana del Festival.

    Serata interamente dedicata al Jazz svizzero.

    I promotori sono lo Swiss Jazz Award, JazzAscona e Radio Swiss Jazz, che proporranno un mix di incredibili vibrazioni.

    A tenere banco sarà dapprima il sassofonista zurighese Patrick Bianco, ad Ascona con un progetto dedicato ai pionieri di New Orleans. Il vincitore del premio 2016 lascerà poi spazio al leggendario sassofonista, compositore e bandleader Bruno Spoerri. Al decano del panorama jazz elvetico sarà conferito lo Swiss Jazz Award alla carriera. Bruno Spoerri, 81 anni, è annoverato tra i più grandi esponenti del jazz elevetico, soprattutto come sassofonista, ma non solo: Spoerri si è fatto conoscere pure per la composizione di colonne sonore e come pioniere della musica elettronica. Da oltre 60 anni costantemente all'avanguardia in ogni dimensione musicale da lui esplorata, il sassofonista zurighese si esibirà con diversi ospiti d'eccezione, tra cui Christine Jaccard alla voce. Al termine del concerto, a Spoerri sarà consegnato lo Swiss Jazz Award 2017. Un riconoscimento che corona la sua imprendibile carriera. A riprova della varieta' culturale del line up di JazzAscona, intrigante si rivelera' pure l'Australian Jazz Night, che vedrà esibirsi sullo Stage al Pontile & al Piazza dapprima Hetty Kate, e poi Emma Pask, in una sequenza di performance al femminile, che promette di rapire gli spettatori per fascino e atmosfera. New Orleans resta un marchio impresso a fuoco su JazzAscona. Anche questa sera non mancheranno quindi artisti arrivati direttamente dalla Crescent City: dal jazz-funk blues di Glen David Andrews & Twogether, al traditional jazz 2.0 della The New Orleans Swamp Donkeys Jazz Band.


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    Mosca, 24 giu. - Un'accoglienza calorosa dal pubblico piu' difficile e' stata riservata, ieri sera, alla prima in Russia, al 39° Moscow International Film Festival, del film del regista italiano Tommaso Mottola, 'Anna Karenina & I'. Non era facile far commuovere ed emozionare il pubblico russo, che conosce i romanzi di Lev Tolstoj a memoria e ne ha visto numerosi adattamenti sia hollywoodiani, che sovietici. "Siamo curiosi di sapere cosa avete provato", ha chiesto subito agli spettatori al termine della proiezione Mottola, travolto da commenti positivi e domande interessate. E questa pellicola-documentario ha effettivamente il potere di incantare e trasportare con poesia e dolcezza lo spettatore nella profondita' della cultura russa e di uno dei romanzi piu' celebri di tutta la storia della letteratura, accanto a una delle eroine piu' tormentate e infelici di sempre, sollevando interrogativi universali e ancora contemporanei. Il film - in cui Liam Neeson ha dato la sua voce allo stesso Tolstoj - ha come protagonista l'attrice norvegese Gørild Mauseth, moglie del regista e il suo viaggio in treno attraverso la Russia sulle tracce dell'eroina del romanzo di Lev Tolstoj; la meta e' Vladivostok, all'estremo confine est del paese, dove l'artista ha accettato la sfida di interpretare, in russo, Anna in un teatro locale. Mentre si immerge con tenacia nella lingua di Tolstoj, che non ha mai parlato prima, avvicina la spiritualita' ortodossa, visita citta' ed entra in connessione con la potente e mai rassicurante natura russa, la protagonista esplora gli abissi della sua memoria e della sua identita', si interroga sul ruolo dell'attore e ne racconta gli estenuanti tentativi di entrare nella pelle del personaggio. Non senza dolori e frustrazioni, Gørild entra in simbiosi con Anna e attraverso la sua ricerca, recupera anche il contatto con le proprie radici, quei fiordi scandinavi che aveva lasciato da adolescente. "Il tema della ricerca delle radici e' molto contemporaneo in un momento storico, in cui le persone sono costrette a lasciare le loro terre, a perdere le proprie radici", ha spiegato Mottola in sala. Gli ha fatto eco la moglie Gørild: "Se non hai connessione con le tue radici e' difficile andare avanti, Anna aveva dimenticato il passato, era spaventata dal futuro e viveva solo il presente, come le nuove generazioni". Il Moscow International Film Festival ha in programma anche altri film italiani: '7 minuti' di Michele Placido, 'La tenerezza' di Gianni Amelio (in concorso) 'Acqua e zucchero: Carlo Di Palma, i colori della vita' di Fariborz Kamkari e 'Liberami' di Federica Di Giacomo.

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